Il Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa
Bassano del Grappa · Veneto

Sul Ponte
di Bassano

Una passerella di legno sospesa sul Brenta che, da otto secoli, racconta il rapporto fra una città, il suo fiume e le montagne che la guardano dall'alto.

Apertura

Un'opera viva, ricostruita ogni volta dalle stesse mani

Il Ponte di Bassano — che i veneti chiamano semplicemente el ponte, e gli italiani Ponte degli Alpini — è la sintesi perfetta di tre cose che qui significano la stessa: il fiume, il legno, la memoria.

Disegnato da Andrea Palladio nel 1569, è il ponte coperto in legno più celebre d'Italia e uno degli esempi più studiati di ingegneria lignea nel mondo. Crolla, brucia, viene fatto saltare in aria — e ogni volta torna identico a sé stesso, ricostruito secondo lo stesso disegno cinquecentesco. Otto pile di pietra, cinque campate, una struttura a cavalletti che permette al legno di lavorare contro la furia del Brenta in piena.

La sua continuità non è quella di una pietra che resiste, ma quella di una comunità che si ostina a rifarlo nello stesso modo. È il ponte come gesto culturale, non come monumento: a Bassano si attraversa, si fuma, ci si appoggia al parapetto guardando l'acqua, si entra alla grapperia Nardini all'imbocco di levante esattamente come si faceva nel Settecento.

"Si farà di legname, perché è proprio dell'arte mantenere il carattere dell'opera anche quando il materiale potrebbe cambiare." — Andrea Palladio, sul progetto per Bassano, 1569
1569Progetto
palladiano
5Campate in
legno di larice
8Ricostruzioni
dal Duecento
1948Restituito
dagli Alpini
Otto secoli in dieci righe

Una storia di acque, fuochi e ricostruzioni

Pochi monumenti italiani sono stati rifatti tante volte: il ponte di Bassano è la dimostrazione che la permanenza di un'opera non sta nei materiali, ma nella volontà di una città di ritrovarsi sempre nello stesso disegno.

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1209

Prima menzione documentale di un ponte in legno sul Brenta, sull'asse della via Postumia tra Vicenza e il Cadore.

1450 – 1567

Quattro ricostruzioni successive a piene e incendi. Il ponte resta sempre in legno: una scelta tecnica, non economica.

1569

Andrea Palladio, già celebre per le ville sul Bacchiglione, firma il progetto definitivo. Cinque campate, copertura, pile a cavalletto.

1748

Bartolomeo Ferracina, ingegnere di Solagna, lo ricostruisce dopo la piena del 1748 senza modificarne il disegno.

17 febbraio 1945

I partigiani del Battaglione "Battisti" lo fanno saltare per impedire la ritirata tedesca. Resta in piedi solo la spalla orientale.

3 ottobre 1948

Riaperto dopo la ricostruzione finanziata dall'Associazione Nazionale Alpini. Da allora porta il loro nome.

La città

Bassano del Grappa

Quarantatremila abitanti, due piazze, un fiume che la taglia in due — e una identità costruita su ceramica, grappa, asparagi bianchi e Alpini.

Bassano è quella cosa rara: una città di provincia che riesce a essere allo stesso tempo industriosa e bellissima. Piazza Libertà e Piazza Garibaldi sono il salotto, con il loggiato del Monte di Pietà e la Torre Civica del Duecento. A pochi passi, il Museo Civico conserva la più importante raccolta al mondo di opere di Jacopo Bassano, capostipite della dinastia di pittori veneti del Cinquecento.

Sull'imbocco occidentale del ponte sorge Palazzo Sturm, che ospita il Museo della Ceramica e quello della Stampa Remondini — la famiglia bassanese che inventò, di fatto, la stampa popolare europea. Sull'imbocco orientale, dal 1779, c'è la Grapperia Nardini, la più antica distilleria d'Italia: due secoli e mezzo serviti allo stesso bancone di marmo.

Bassano è poi, dal 1916, una città-simbolo militare: a tre chilometri si alza il Massiccio del Grappa, dove si decisero i destini della Prima Guerra Mondiale.

Da non perdere

Museo Civico

La più ampia raccolta al mondo di Jacopo dal Ponte, detto Bassano, e dei suoi figli.

Dal 1779

Grapperia Nardini

La più antica distilleria d'Italia, all'imbocco orientale del ponte.

XVIII sec.

Palazzo Sturm

Museo della Ceramica e della Stampa Remondini, con vista sul Brenta.

DOP

Asparago bianco

Coltivato sui terrazzamenti alluvionali del Brenta, presidio della cucina locale.

Il paesaggio

Tra la pianura e le Dolomiti, una soglia

Bassano è il luogo della frontiera: l'ultimo passo prima delle montagne, il primo respiro della pianura. Tutto, qui, gira attorno a questo confine fisico.

Strada e vino

La Pedemontana

La fascia di colline che corre lungo il margine meridionale delle Prealpi venete, da Vicenza al Piave. È la zona dove si producono il Bianco di Custoza, il Torcolato di Breganze, il Vespaiolo — e dove le ville palladiane fanno da contrappunto ai paesi murati.

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1.775 m

Il Massiccio del Grappa

L'isolato calcareo che chiude a nord la pianura veneta. Frontiera del Regno d'Italia dopo Caporetto, vi morirono oltre 25.000 soldati italiani e austro-ungarici. Oggi il Sacrario di Cima Grappa custodisce le loro tombe, e una rete di sentieri lo rende uno dei luoghi più frequentati delle Prealpi.

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80 km

La Ciclabile del Brenta

Una delle ciclovie più belle del Nord Italia, da Trento al mare attraverso la Valsugana, il Canale di Brenta, Bassano e la pianura. Pianeggiante, su vecchie strade arginali, riapre alla bicicletta le antiche rotte fluviali che fino all'Ottocento erano l'autostrada del Veneto.

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XVII secolo

Le Scale di Valstagna

I terrazzamenti tabacchicoli e le ripide scalinate di pietra scolpite nelle pareti del Canale di Brenta. Servivano a far scendere a valle, sulla spalla degli uomini, il tabacco e prima ancora il legname destinato all'Arsenale di Venezia.

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Itinerario

Il Canale di Brenta

La gola che il fiume scava tra l'Altopiano dei Sette Comuni e il Massiccio del Grappa. Un corridoio stretto di pareti calcaree, paesi sospesi (Valstagna, Cismon, Primolano) e una storia di transito che dura da duemila anni.

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UNESCO

Sette Comuni e Cimbri

L'altopiano di Asiago e la sua lingua cimbra, le città-fortezza austroungariche, il tartufo nero, i pascoli del formaggio Asiago DOP. Una micro-civiltà di lingua tedesca incastrata fra le Prealpi e la pianura veneta.

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La grande via del legno

Da Valstagna a Venezia, su zàttere

Per cinque secoli il Brenta fu la più importante autostrada del legname della Serenissima. I tronchi tagliati nelle foreste del Cadore, del Cansiglio e dei Sette Comuni scendevano da queste valli galleggiando legati in zattere fino all'Arsenale.

L'Arsenale di Venezia — la più grande fabbrica navale d'Europa, capace di varare una galera al giorno — si reggeva su un sistema logistico che cominciava qui, dove le montagne incontravano l'acqua. Le menade, i conducenti di zattere, partivano da Valstagna e Bassano e in tre giorni raggiungevano la laguna. Tornavano a piedi.

Le Scale di Valstagna, scolpite a colpi di piccone nella roccia dai contadini-boscaioli del Canale di Brenta, sono il monumento più sincero di quella civiltà: ripide, infinite, fatte per portare il legno giù — non gli uomini su.

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Dal Cinquecento ad oggi

Costruire ancora in legno, qui

Il ponte di Palladio non è un monumento del passato: è la prova vivente che il legno, nelle mani giuste, è il materiale più moderno che ci sia. HM52 nasce da questa tradizione e la porta nell'edilizia di oggi.

Studio di architettura, impresa di costruzioni, consulenza CasaClima e Passivhaus: HM52 progetta e realizza edifici a struttura portante in legno, abitazioni ecologiche, hotel modulari "build offsite", interni su misura. Tutto a quaranta chilometri dal ponte di Bassano, sulla stessa via che da otto secoli porta giù dal Cadore i tronchi di larice.

HM52 workshop · Impresa di Costruzioni — HM52 project · Studio di Architettura Associato